Ho scelto un Re
Siamo vecchi. Siamo invecchiati insieme, con tempi diversi,
stagioni diverse. Ma non ci siamo separati, non abbiamo mai rinunciato uno all’altro.
Quest’amore lo abbiamo coltivato, anche quando la sofferenza di starci accanto
era tanta. Troppa.
Ora è il tempo degli acciacchi, quegli acciacchi che rendono ancor
più speciale il nostro amore. Perché quando si è giovani e belli, sono capaci
tutti a restare insieme. Quando si è in là con gli anni, invece, è complicato,
faticoso, macchinoso. Nulla scorre più fluido come prima. Nulla è semplice.
Eppure il fascino, il tuo fascino, è tutto lì: la facilità con cui hai sempre
preso la scelta difficile di restarmi accanto.
Il nostro amore unico, nato dai capricci di una bambina. Ancora lo
ricordo.
«Io voglio un re»
«Ma che dici? Non è più tempo di re»
«E io invece ne voglio uno. Nuovo, moderno, bello, bravo e
divertente»
«Non esistono più i re. Soprattutto come li chiedi te»
«Ne inventerò uno solo per me»
«Dai basta, non fare la scema. Re non ce ne sono e non ce ne
saranno più».
Corro nella mia camera. Apro il solito libro di principi e principesse
e torno a sognare.
Sarò regina e avrò il mio re, ne sono certa. La mamma non capisce
nulla, e anche tutte le mie amiche. Sono solo invidiose, e incapaci di sognare,
di lasciar volare in alto la fantasia, di farsi trasportare. Tutte hanno avuto
la loro favola. Perché io no?
Ora, sono perfettamente consapevole che non potrò avere un re in
calzamaglia, con la corona d’oro in testa, che arriva a cavallo e ha un
mantello lungo fino ai piedi. Ma chi lo vuole quel tipo di re? Il re di oggi
corre, ha i muscoli, è l’idolo di ragazzine adolescenti che hanno le sue
immagini attaccate su tutti i muri.
E poi, poco lontano dalla mia camera, in fondo alla strada, c’è
quel ragazzo che non smette mai di prendere a calci la palla. Che ha le
ginocchia talmente tanto sbucciate da aver cambiato colore. Che parla poco con
le parole ma incanta tutti quando comincia a correre con il pallone tra i
piedi. Che si guarda intorno e prova amore per quel che lo circonda, per la sua
città.
Lo osservo spesso. È abbastanza alto, forse ancora un po’ troppo
magrolino, è biondo, è anche bello. Ma la cosa importante è che tutti gli
stanno intorno. Tutti fanno il tifo per lui. Tutti lo ammirano e lo amano. E
decido che sì, sarai tu il mio re. Per sempre.
Con il mio affetto cresci e diventi forte, il più forte di tutti.
Quando entri in campo, lo stadio esplode di gioia. I tuoi gol sono una festa
continua. E sempre più il nostro amore cresce. Diventa così grande da essere
scomodo, e in tanti vengono ad offrirti un posto nuovo, più affascinante, dove
andare. Una terra intonsa da conquistare. Un tifo che si sente già da lontano.
Ma tu no. Tu ti guardi indietro e rivedi quella bambina alla
finestra, io, così innamorata. E resti. Resti sempre.
«Ecco il mio Re, quello che non mi abbandona, quello che mi ama e
che io amo alla follia».
Adesso siamo grandi, vecchi.
Ma non ci siamo mai separati. E con il nostro sentimento superiamo
anche le difficoltà di oggi.
Io sono Roma.
Tu sei Francesco.
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| Francesco Totti |
Ho raccontato di
Francesco Totti, calciatore, capitano e bandiera della Roma. Da sempre. Considerato uno dei migliori giocatori nella storia del calcio italiano. Per la squadra della Capitale è il miglior realizzatore di tutti i tempi e il calciatore con più presenze, sia per quanto riguarda il campionato che per le coppe europee. È al secondo posto della classifica dei marcatori della Serie A, ed è uno degli 8 calciatori italiani ad aver realizzato almeno 300 reti a livello professionistico. È stato premiato per 5 volte come migliore calciatore italiano agli Oscar del calcio AIC. Nel 2004 è stato incluso nella FIFA 100, lista dei 125 più grandi giocatori viventi selezionata da Pelé e dalla FIFA in occasione delle celebrazioni per il centenario della federazione. Nel 2010 ha inoltre vinto l'ottava edizione del Golden Foot. Nel 2012, in una ricerca della IFFHS, Totti è risultato il calciatore più popolare d'Europa, piazzandosi davanti ad Alessandro Del Piero e Cristiano Ronaldo.
Pubblicato su Storie del Boskov.
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