lunedì 10 ottobre 2016

Ho scelto un Re

Siamo vecchi. Siamo invecchiati insieme, con tempi diversi, stagioni diverse. Ma non ci siamo separati, non abbiamo mai rinunciato uno all’altro. Quest’amore lo abbiamo coltivato, anche quando la sofferenza di starci accanto era tanta. Troppa.

Ora è il tempo degli acciacchi, quegli acciacchi che rendono ancor più speciale il nostro amore. Perché quando si è giovani e belli, sono capaci tutti a restare insieme. Quando si è in là con gli anni, invece, è complicato, faticoso, macchinoso. Nulla scorre più fluido come prima. Nulla è semplice. Eppure il fascino, il tuo fascino, è tutto lì: la facilità con cui hai sempre preso la scelta difficile di restarmi accanto.

Il nostro amore unico, nato dai capricci di una bambina. Ancora lo ricordo.

«Io voglio un re»
«Ma che dici? Non è più tempo di re»
«E io invece ne voglio uno. Nuovo, moderno, bello, bravo e divertente»
«Non esistono più i re. Soprattutto come li chiedi te»
«Ne inventerò uno solo per me»
«Dai basta, non fare la scema. Re non ce ne sono e non ce ne saranno più».

Corro nella mia camera. Apro il solito libro di principi e principesse e torno a sognare.
Sarò regina e avrò il mio re, ne sono certa. La mamma non capisce nulla, e anche tutte le mie amiche. Sono solo invidiose, e incapaci di sognare, di lasciar volare in alto la fantasia, di farsi trasportare. Tutte hanno avuto la loro favola. Perché io no?
Ora, sono perfettamente consapevole che non potrò avere un re in calzamaglia, con la corona d’oro in testa, che arriva a cavallo e ha un mantello lungo fino ai piedi. Ma chi lo vuole quel tipo di re? Il re di oggi corre, ha i muscoli, è l’idolo di ragazzine adolescenti che hanno le sue immagini attaccate su tutti i muri.

E poi, poco lontano dalla mia camera, in fondo alla strada, c’è quel ragazzo che non smette mai di prendere a calci la palla. Che ha le ginocchia talmente tanto sbucciate da aver cambiato colore. Che parla poco con le parole ma incanta tutti quando comincia a correre con il pallone tra i piedi. Che si guarda intorno e prova amore per quel che lo circonda, per la sua città.

Lo osservo spesso. È abbastanza alto, forse ancora un po’ troppo magrolino, è biondo, è anche bello. Ma la cosa importante è che tutti gli stanno intorno. Tutti fanno il tifo per lui. Tutti lo ammirano e lo amano. E decido che sì, sarai tu il mio re. Per sempre.

Con il mio affetto cresci e diventi forte, il più forte di tutti. Quando entri in campo, lo stadio esplode di gioia. I tuoi gol sono una festa continua. E sempre più il nostro amore cresce. Diventa così grande da essere scomodo, e in tanti vengono ad offrirti un posto nuovo, più affascinante, dove andare. Una terra intonsa da conquistare. Un tifo che si sente già da lontano.

Ma tu no. Tu ti guardi indietro e rivedi quella bambina alla finestra, io, così innamorata. E resti. Resti sempre.

«Ecco il mio Re, quello che non mi abbandona, quello che mi ama e che io amo alla follia».

Adesso siamo grandi, vecchi.
Ma non ci siamo mai separati. E con il nostro sentimento superiamo anche le difficoltà di oggi.

Io sono Roma.

Tu sei Francesco. 

Francesco Totti

Ho raccontato di
Francesco Totti, calciatore, capitano e bandiera della Roma. Da sempre. Considerato uno dei migliori giocatori nella storia del calcio italiano. Per la squadra della Capitale è il miglior realizzatore di tutti i tempi e il calciatore con più presenze, sia per quanto riguarda il campionato che per le coppe europee. È al secondo posto della classifica dei marcatori della Serie A, ed è uno degli 8 calciatori italiani ad aver realizzato almeno 300 reti a livello professionistico. È stato premiato per 5 volte come migliore calciatore italiano agli Oscar del calcio AIC. Nel 2004 è stato incluso nella FIFA 100, lista dei 125 più grandi giocatori viventi selezionata da Pelé e dalla FIFA in occasione delle celebrazioni per il centenario della federazione. Nel 2010 ha inoltre vinto l'ottava edizione del Golden Foot. Nel 2012, in una ricerca della IFFHS, Totti è risultato il calciatore più popolare d'Europa, piazzandosi davanti ad Alessandro Del Piero e Cristiano Ronaldo.

Pubblicato su Storie del Boskov. 

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