giovedì 4 febbraio 2016

L'oceano come mantello

Tutti i pomeriggi Giovanni esce da scuola di corsa e si rifugia nella fabbrica del papà a giocare. Migliaia di tessuti colorati sotto cui nascondersi, da lanciare in aria e con cui inventare avventure sempre nuove. Rosso, verde, viola e blu. Ognuno con la sua storia da raccontare.

Sotto il Rosso fa caldo e Giovanni si trova con i suoi fratelli su di una spiaggia enorme. All’orizzonte solo castelli di sabbia a dimensione umana. Ci si può entrare dentro. Mangiare, dormire e giocare.

Sotto il Verde la primavera e i suoi profumi avvolgono Giovanni. Il prato su cui è disteso è colmo di fiori di ogni genere. Corre a perdifiato da una parte all’altra.

Sotto il Viola un sonnellino è d’obbligo. Si riposa e dorme tranquillo come un ghiro.

Ma quando si mette sotto al mantello Blu, allora sì che inizia l’avventura. Giovanni comincia a solcare mari e oceani. A bordo della sua barca va a zonzo per il mondo. Conosce pesci e persone, tutti diversi, tutti interessanti, tutti entusiasmanti. Si spinge sempre più lontano, e sempre da solo. Il vento forte lo sbalza da una parte a l’altra, ma non c’è paura nei suoi occhi, solo tanto divertimento. Anche il freddo non lo spaventa. Fa parte dell’avventura e Giovanni ama ogni folata che gli arriva in faccia. Le onde grandi, poi, sono come montagne russe da prendere con il sorriso sempre stampato sulla faccia.

Esce da sotto il telo blu e lo indossa come un mantello. Dopo il lungo pellegrinare diventa il più classico dei principi, pronto a montare sul suo cavallo bianco e andare in soccorso delle principesse. Di tutto il mondo.

Gli anni sono passati e Giovanni naviga davvero attorno al mondo. Da solo.

Un allarme arriva improvviso. La principessa Isabelle ha bisogno di aiuto. Giovanni ricorda i suoi giochi, le sue avventure e i suoi rocamboleschi salvataggi. Stavolta sarà l’oceano a fargli da mantello. E la barca sarà il suo cavallo bianco.

È l’unico principe azzurro in circolazione, non può tirarsi indietro.
Corre veloce verso di lei. La cerca tra migliaia di flutti, tra migliaia di gocce, tra migliaia di onde. È una distesa Blu infinita. Ma Giovanni e il Blu sono sempre andati d’accordo. Così da lontano la vede, strilla, si avvicina a lei e la porta sul suo cavallo bianco. Verso la vittoria.



Giovanni Soldini


Ho raccontato di
Giovanni Soldini, il più grande velista italiano e tra i più grandi di tutto il mondo. È famoso soprattutto per le sue regate in solitaria. Ma lo è ancor di più, agli occhi dei meno esperti, per il suo salvataggio di Isabelle Autissier nel febbraio 1999.
Soldini è in vantaggio nella terza tappa della Around Alone, giro del mondo in solitaria in quattro tappe. Improvviso arriva l’allarme del naufragio della francese Autissier e Soldini non ci pensa troppo: devia il suo percorso e va alla ricerca dello scafo ribaltato nella tempesta. Chiunque altro ci avrebbe messo troppo tempo.
L’ultima posizione geografica rilevata della Autissier dà un quadrato di venti chilometri per venti dove trovarla. Un’impresa impossibile. Ma Soldini ce la fa e grida con tutta la voce che ha in corpo: «L’ho beccata, l’ho beccata!», filmando quanto sta accadendo e rendendo quel salvataggio ancor più leggendario.
Quella terza tappa, comunque, Soldini la vince lo stesso. Nonostante la deviazione per salvare la Autissier.
Il 29 febbraio 2000 riceve la Légion d'honneur, massima onorificenza dello stato francese, presso il Museo della Marina di Parigi dalle mani del navigatore Gerard d'Aboville, per decisione del presidente francese Jacques Chirac per il salvataggio in mare di Isabelle Autissier.

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