L'oceano come mantello
Tutti i pomeriggi Giovanni esce da scuola di corsa e si rifugia nella fabbrica del papà a giocare. Migliaia di tessuti colorati sotto cui nascondersi, da lanciare in aria e con cui inventare avventure sempre nuove. Rosso, verde, viola e blu. Ognuno con la sua storia da raccontare.
Tutti i pomeriggi Giovanni esce da scuola di corsa e si rifugia nella fabbrica del papà a giocare. Migliaia di tessuti colorati sotto cui nascondersi, da lanciare in aria e con cui inventare avventure sempre nuove. Rosso, verde, viola e blu. Ognuno con la sua storia da raccontare.
Sotto il
Rosso fa caldo e Giovanni si trova con i suoi fratelli su di una spiaggia
enorme. All’orizzonte solo castelli di sabbia a dimensione umana. Ci si può
entrare dentro. Mangiare, dormire e giocare.
Sotto il
Verde la primavera e i suoi profumi avvolgono Giovanni. Il prato su cui è
disteso è colmo di fiori di ogni genere. Corre a perdifiato da una parte
all’altra.
Sotto il
Viola un sonnellino è d’obbligo. Si riposa e dorme tranquillo come un ghiro.
Ma quando si
mette sotto al mantello Blu, allora sì che inizia l’avventura. Giovanni
comincia a solcare mari e oceani. A bordo della sua barca va a zonzo per il
mondo. Conosce pesci e persone, tutti diversi, tutti interessanti, tutti
entusiasmanti. Si spinge sempre più lontano, e sempre da solo. Il vento forte
lo sbalza da una parte a l’altra, ma non c’è paura nei suoi occhi, solo tanto
divertimento. Anche il freddo non lo spaventa. Fa parte dell’avventura e Giovanni
ama ogni folata che gli arriva in faccia. Le onde grandi, poi, sono come
montagne russe da prendere con il sorriso sempre stampato sulla faccia.
Esce da
sotto il telo blu e lo indossa come un mantello. Dopo il lungo pellegrinare diventa
il più classico dei principi, pronto a montare sul suo cavallo bianco e andare
in soccorso delle principesse. Di tutto il mondo.
Gli anni
sono passati e Giovanni naviga davvero attorno al mondo. Da solo.
Un allarme
arriva improvviso. La principessa Isabelle ha bisogno di aiuto. Giovanni
ricorda i suoi giochi, le sue avventure e i suoi rocamboleschi salvataggi.
Stavolta sarà l’oceano a fargli da mantello. E la barca sarà il suo cavallo bianco.
È l’unico principe
azzurro in circolazione, non può tirarsi indietro.
Corre
veloce verso di lei. La cerca tra migliaia di flutti, tra migliaia di gocce, tra
migliaia di onde. È una distesa Blu infinita. Ma Giovanni e il Blu sono sempre
andati d’accordo. Così da lontano la vede, strilla, si avvicina a lei e la
porta sul suo cavallo bianco. Verso la vittoria.
| Giovanni Soldini |
Ho raccontato di
Giovanni
Soldini, il più grande velista italiano e tra i più grandi di tutto il mondo. È
famoso soprattutto per le sue regate in solitaria. Ma lo è ancor di più, agli
occhi dei meno esperti, per il suo salvataggio di Isabelle Autissier nel
febbraio 1999.
Soldini è in
vantaggio nella terza tappa della Around Alone, giro del mondo in solitaria in
quattro tappe. Improvviso arriva l’allarme del naufragio della francese
Autissier e Soldini non ci pensa troppo: devia il suo percorso e va alla
ricerca dello scafo ribaltato nella tempesta. Chiunque altro ci avrebbe messo
troppo tempo.
L’ultima
posizione geografica rilevata della Autissier dà un quadrato di venti
chilometri per venti dove trovarla. Un’impresa impossibile. Ma Soldini ce la fa
e grida con tutta la voce che ha in corpo: «L’ho beccata, l’ho beccata!»,
filmando quanto sta accadendo e rendendo quel salvataggio ancor più
leggendario.
Quella
terza tappa, comunque, Soldini la vince lo stesso. Nonostante la deviazione per
salvare la Autissier.
Il 29
febbraio 2000 riceve la Légion d'honneur, massima onorificenza dello stato
francese, presso il Museo della Marina di Parigi dalle mani del navigatore
Gerard d'Aboville, per decisione del presidente francese Jacques Chirac per il
salvataggio in mare di Isabelle Autissier.
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