Piccole palline di elettricità
Piccole palline attaccate addosso. Come tanti pezzettini di ferro su di
una calamita. Nessuno le vede, tranne lei, Novella. Non sa cosa siano
realmente. E soprattutto non sa a cosa servano. L’accompagnano da sempre.
Cammina per strada.
Gioca.
Va a scuola.
Parla con le amiche.
Sempre.
Immobili nel loro starle attaccate, Novella le trasporta come se non
fossero un peso. Sa che hanno un senso, uno scopo. Che sono “buone”.
Poi l’acqua, all’improvviso. Sotto la pioggia quelle palline cominciano
ad agitarsi, a colorarsi, a sprigionare una vera e propria carica. Non era mai
successo prima. Goccia dopo goccia le palline diventano di un verde smeraldo
intenso. Ed emanano una luce vigorosa, bellissima.
In acqua tutto diventa meraviglioso. Novella ha un’energia diversa,
particolare. Entra in piscina e comincia a nuotare. È la più veloce di tutte.
Sempre. Una scossa la attraversa dalla punta dei piedi a quella dei capelli,
corti e attaccati al viso perché bagnati. E si ricorda della lezione a scuola:
l’acqua trasmette l’elettricità. Le sue palline sono elettricità pura.
Le braccia spingono via l’acqua rapidamente, i piedi battono a velocità
massima e una leggera schiuma bianca la segue a ogni sua bracciata. A ogni
virata l’energia aumenta. Come una molla che viene schiacciata al massimo e poi
lasciata libera, lanciata senza più ostacoli davanti. La sua mano è sempre la
prima a toccare il bordo vasca.
Quando esce dall’acqua, tutto torna normale. Immobile.
Davanti a lei ha ogni volta avversarie più forti, più alte, più
muscolose. Ma le sue palline non la deludono mai. Da scariche elettriche
sprigionano un’energia fuori dal comune, l’energia di Novella, che nuota e
lascia tutti a bocca aperta.
Non con il fuoco, né con l'aria e nemmeno con la terra. Ma con l’acqua
Novella ha trovato il suo elemento naturale, quello che fa uscir fuori tutta la
sua elettricità.
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| Novella Calligaris |
Ho raccontato di
Novella Calligaris, prima italiana a vincere una medaglia olimpica nel
nuoto ai Giochi di Monaco del 1972 e prima primatista mondiale l’anno
successivo. È stata un simbolo di quegli anni, tanto che anche il calcio si è
fermato per darle il giusto tributo: durante il derby Roma-Lazio all’Olimpico,
il tabellone annunciò il suo record del mondo e il pubblico lo accolse con
un’ovazione “da stadio”, appunto.
Davanti a lei ha sempre trovato atlete più forti e più prestanti
fisicamente. Erano gli anni in cui l’Unione Sovietica, e molto spesso il suo
“doping di Stato”, la faceva da padrona. Ma anche con il suo fisico esile, la
Calligaris ha sempre sprigionato in acqua un’energia al di fuori del comune.
Marx Spitz, il re di Monaco ’72, ha dichiarato: «Che io vinca non è una novità.
La vera rivelazione delle Olimpiadi è quell’italiana piccolina, Novella
Calligaris». E da quelle Olimpiadi, infatti, la Calligaris è tornata con un
argento nei 400 stile libero e un bronzo negli 800 stile libero e 400 misti.
In totale, la Calligaris conta 21 primati europei, 76 italiani, 36
titoli assoluti e 35 indoor.

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