venerdì 12 febbraio 2016

Piccole palline di elettricità

Piccole palline attaccate addosso. Come tanti pezzettini di ferro su di una calamita. Nessuno le vede, tranne lei, Novella. Non sa cosa siano realmente. E soprattutto non sa a cosa servano. L’accompagnano da sempre.

Cammina per strada.
Gioca.
Va a scuola.
Parla con le amiche.

Sempre.
Immobili nel loro starle attaccate, Novella le trasporta come se non fossero un peso. Sa che hanno un senso, uno scopo. Che sono “buone”.

Poi l’acqua, all’improvviso. Sotto la pioggia quelle palline cominciano ad agitarsi, a colorarsi, a sprigionare una vera e propria carica. Non era mai successo prima. Goccia dopo goccia le palline diventano di un verde smeraldo intenso. Ed emanano una luce vigorosa, bellissima.

In acqua tutto diventa meraviglioso. Novella ha un’energia diversa, particolare. Entra in piscina e comincia a nuotare. È la più veloce di tutte. Sempre. Una scossa la attraversa dalla punta dei piedi a quella dei capelli, corti e attaccati al viso perché bagnati. E si ricorda della lezione a scuola: l’acqua trasmette l’elettricità. Le sue palline sono elettricità pura.

Le braccia spingono via l’acqua rapidamente, i piedi battono a velocità massima e una leggera schiuma bianca la segue a ogni sua bracciata. A ogni virata l’energia aumenta. Come una molla che viene schiacciata al massimo e poi lasciata libera, lanciata senza più ostacoli davanti. La sua mano è sempre la prima a toccare il bordo vasca.

Quando esce dall’acqua, tutto torna normale. Immobile.

Davanti a lei ha ogni volta avversarie più forti, più alte, più muscolose. Ma le sue palline non la deludono mai. Da scariche elettriche sprigionano un’energia fuori dal comune, l’energia di Novella, che nuota e lascia tutti a bocca aperta.


Non con il fuoco, né con l'aria e nemmeno con la terra. Ma con l’acqua Novella ha trovato il suo elemento naturale, quello che fa uscir fuori tutta la sua elettricità.


Novella Calligaris



Ho raccontato di
Novella Calligaris, prima italiana a vincere una medaglia olimpica nel nuoto ai Giochi di Monaco del 1972 e prima primatista mondiale l’anno successivo. È stata un simbolo di quegli anni, tanto che anche il calcio si è fermato per darle il giusto tributo: durante il derby Roma-Lazio all’Olimpico, il tabellone annunciò il suo record del mondo e il pubblico lo accolse con un’ovazione “da stadio”, appunto.
Davanti a lei ha sempre trovato atlete più forti e più prestanti fisicamente. Erano gli anni in cui l’Unione Sovietica, e molto spesso il suo “doping di Stato”, la faceva da padrona. Ma anche con il suo fisico esile, la Calligaris ha sempre sprigionato in acqua un’energia al di fuori del comune. Marx Spitz, il re di Monaco ’72, ha dichiarato: «Che io vinca non è una novità. La vera rivelazione delle Olimpiadi è quell’italiana piccolina, Novella Calligaris». E da quelle Olimpiadi, infatti, la Calligaris è tornata con un argento nei 400 stile libero e un bronzo negli 800 stile libero e 400 misti.

In totale, la Calligaris conta 21 primati europei, 76 italiani, 36 titoli assoluti e 35 indoor.

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